Ed eccoci a raccontarvi l'avventura di
sabato e domenica di Pasqua in Liguria..
All'andata in autostrada il tempo non
prometteva bene (nuvole scure + qualche goccia d'acqua) e così siamo andati a
pranzare al ristorante ed è anche servito per conoscere tutto il gruppo.
In questo raduno c'era un varietà elevata di mezzi e di piloti:
- c'era un Raptor (Yamaha 650) con il
pilota che si divertiva ad accellerare al massimo sopratutto nel fango (e ce ne
era tanto)
- c'era uno Sportman 500 (Polaris) con il pilota che aveva la moglie addestrata
a viaggiare sul portapacchi davanti nelle salite ripide per bilanciare meglio i
pesi
- c'era un Grizzly (Yamaha) con tanto di moglie seduta dietro in una poltrona
leggermente più piccola di quella del salotto di casa (con sedile rialzato +
abbondante schienale imbottito + braccioli) ed il pilota che ogni tanto faceva
scendere la moglie, faceva 2 impennate e qualche pezzo sulle ruote laterali per
poi ricaricare la moglie e ripartire piano
- c'era la figlia del proprietario del Grizzly col ragazzo su un Kavasachi a 4
ruote motrici a noleggio ed alla guida per la prima volta su percorsi
impegnativi (l'opinione generale è che la figlia se la cavava molto bene).
- c'era mio figlio sullo Scrambler 4x4 (Polaris) che si divertiva a fare lunghi
pezzi su due ruote laterali con dietro la mamma (Che stranamente non protestava)
- c'era uno strano mezzo (Yamaha 450 Racing preparato gara) a 2 ruote motrici, basso, largo,
con un motore potente ed un pilota ben preparato che saliva dappertutto (anche
dove qualche 4x4 con ridotte ci rinunciava). Nelle fangaie capitava che
spanciava perchè troppo basso ed allora il pilota scendeva, alzava il quad di
peso, lo spostava un pò indietro, partiva a paletta alzando fango per 3 mt di
altezza e ne usciva.
- c'erano anche 2 piloti con le moto da enduro che hanno scaricato le ragazze
sui ns. quad e poi hanno fatto quasi tutto il percorso (il tutto perchè non sono
riusciti a trovare dei quad a noleggio....)
Ci scusiamo per tutti quelli che non
abbiamo menzionato, ma altrimenti l'editoriale diventa troppo lungo.
Per cronaca sabato ci siamo fatti 30 miglia su percorsi di media difficoltà ma
con molto fango date le piogge della settimana.
Quando siamo arrivati all'albergo, visto in che condizioni eravamo, ci hanno
messo a disposizione una discoteca in disuso per poterci cambiare e non portare
fango in albergo.
Domenica ci svegliamo con una spendida giornata di sole e, dopo un abbondante
colazione, si parte.
Questa volta il percorso è decisamente più impegnativo e più lungo.
Ad un certo punto abbiamo fatto una discesa lunga, ripida, con delle V molto
accentuate e con delle rocce ripide e lisce da superare.
Appena arrivati in fondo, mentre il gruppo proseguiva il giro accompagnati da
Max, io con una passeggera + mio figlio con la mamma ed il quaddista con la
moglie sul portapacchi abbiamo deciso di rifarla in salita: è stata una bella
impresa ed io ho dovuto fermarmi un paio di volte per non capottare.
Raggiunti gli altri siamo arrivati al ristorante pieno di persone vestite bene
per il pranzo di Pasqua.
Il proprietario ci ha dato una canna dell'acqua in giardino per pulirci un pò
prima di entrare e qualcuno ha pensato, per non sporcare, di togliersi i
pantaloni e mangiare in mutande (come da documentazione fotografica).
Al pomeriggio abbiamo proseguito il giro tra sterrati veloci, fangaie, pezzi
tecnici fino verso le 17, ora in cui c'era qualcuno che doveva tornare a casa,
qualcuno che voleva proseguire ma era con altri che non volevano ecc. e così è
finito il raduno ufficiale e ci siamo divisi.
Per noi però non era finita perchè Max ha pensato bene di farci fare il pezzo
più "bello".
Eravamo rimasti io e Graziella sullo Sportman giallo, il quad verde con la
moglie sul portapacchi, Christian con lo Scrambler 4x4, Max sullo Sportman
giallo con la ragazza del quad a 2 ruote motrici ed il quad a due ruote motrici
di cui sopra.
Il percorso era strettissimo (era stato fatto anni prima in moto) ed era tutto
in forte pendenza laterale su scarpate fino ad un punto in cui non si riusciva a
passare perchè c'era un fosso.
Visto che era impossibile tornare indietro, abbiamo dovuto cercare delle piante
abbattute dalla neve, tagliare i rami, trasportarle e legarle tra loro per fare
un ponte su cui passare.
In questo frangente ci siamo dovuti dare da fare tutti (comprese le donne che
facevano le ricognizioni del percorso, aiutavano a tenere i quad ecc.)
Dopo essere anche scesi da una scarpata, abbiamo finito il pezzo impegnativo e
siamo tornati in albergo per i commiati.
Io e famiglia siamo riusciti a partire alle 21.30 per tornare a casa e meno male
che il giorno dopo era di festa.....
Volete vedere le foto? Cliccate sul solito
bottone blù
Ricordiamo che tutte le evoluzioni
con i quad che descriviamo negli editoriali sono state effettuate
fuori dalla sede stradale e da utenti esperti, ne sconsigliamo l'imitazione in
quanto sbagliare una manovra può essere molto pericoloso, e ricordiamo che
il rispetto per la natura, il codice della strada e il buon senso sono e saranno
sempre rispettate nelle nostre escursioni. Tutti i permessi per i transito in
zone vietate e per le manifestazioni sono stati richiesti e rilasciati dalle
competenti autorità o proprietà. Vi preghiamo quindi, di rispettare
allo stesso modo la natura e gli ambienti dove svolgerete le Vs. escursioni.
Danni subiti dai mezzi: nessuno
Danni subiti dai partecipanti:
nessuno
Foto e articolo de
"il Baffo"
L'articolo e le foto sono state tratte
dall'editoriale pubblicato su www.quad.st